Sottoscrivendo un’assicurazione vita avrai la possibilità di proteggere il futuro della famiglia da tutti quegli eventi che possono generale situazioni particolarmente difficili, ad esempio: la perdita di autosufficienza o situazioni di invalidità permanete, casi di decesso o un momento di difficoltà economica. Per tutti i casi inclusi nel contratto assicurativo sarà garantito l’accesso ad un capitale o un rimborso, il cui importo sarà proporzionale al premio assicurativo versato e agli interessi maturati.

Il mercato assicurativo propone varie formule e tipologie diverse di polizze assicurative, in molti casi personalizzabili e comunque sempre in grado di adattarsi alle esigenze della clientela. Come spesso ricordiamo ai nostri utenti, prima di firmare qualunque contratto conviene sempre informarsi e valutare le caratteristiche e i vantaggi offerti dalle varie soluzioni proposte dal mercato.

In questo approfondimento troverai tutte quelle informazioni che ti aiuteranno a compiere una scelta più mirata e consapevole.

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Come funziona l’assicurazione vita?

La sottoscrizione di un contratto per una polizza vita prevede il coinvolgimento di più soggetti:

il contraente: corrisponde generalmente all’intestatario del contratto, ovvero colui che dovrà pagare periodicamente il premio assicurativo. Il contraente può corrispondere sia con l’assicurato sia con il beneficiario, o con nessuno dei due.

L’assicurato: colui cui si riferisce il rischio, quindi è il soggetto da cui dipende l’esito del contratto di assicurazione sulla vita.

La compagnia assicurativa: questa dovrà corrispondere al beneficiario del contratto un capitale o una rendita comprensivi degli interessi maturati.

Il beneficiario della polizza, ovvero la persona che riceverà dalla compagnia assicurativa il capitale o la rendita, nel caso in cui si verifichi uno dei rischi previsti dal contratto. Il beneficiario di una polizza vita dovrà essere indicato in fase di sottoscrizione del contratto, ma potrà riceverne comunicazione anche successivamente, ad esempio attraverso testamento.

Il contraente potrà anche decidere di modificare il nominativo del beneficiario della polizza, in tal caso dovrà inviare una comunicazione tramite raccomandata alla compagnia assicurativa. Ti segnaliamo che le polizze vita non prevedono nessun tipo di vincolo, quindi il contraente può decidere liberamente chi designare come beneficiario, indipendentemente dai legami familiari.

Quanti tipi di polizze vita esistono?

Il mercato assicurativo propone diverse tipologie di polizze vita, nella maggior parte dei casi in grado di assicurare un buon margine di flessibilità e personalizzazione. In linea generale tutte le polizze di questo genere consentono di stipulare una copertura sia sulla propria vita, sia su quella di una terza persona.

Nel primo caso il contraente e l’assicurato corrispondono, mentre nel secondo caso si tratta di due persone diverse. In casi del genere il soggetto assicurato dovrà essere informato dell’esistenza di un’assicurazione sulla sua vita, soprattutto se si tratta di una polizza causa morte.

Le assicurazioni vita si dividono in tre diverse categorie:

le polizze vita caso morte: prevedono il versamento di un capitale a favore dei beneficiari in caso di morte del soggetto assicurato. Queste polizza sono consigliate nei casi in cui le entrate di un nucleo familiare siano garantite dall’attività di un solo soggetto, ad esempio il capofamiglia. Le polizze causa morte si dividono a loro volta in due grandi tipologie: le polizze vita intera e le assicurazioni temporanee caso morte.

La prima polizza copre l’intera vita del contraente, dal momento della sottoscrizione del contratto fino al decesso. La seconda tipologia – assicurazioni temporanee caso morte (TCM) – offre invece la possibilità di stabilirne la durata. Ad esempio, questa polizza può essere scelta in seguito alla sottoscrizione di un contratto di mutuo.

Le polizze vita caso vita: coprono tutte quelle spese derivanti da tutti quegli imprevisti che possono verificarsi nel corso della tua esistenza. Queste polizze garantiscono quindi una rendita o un capitale all'assicurato, nel caso in cui questi sia ancora in vita alla scadenza concordata. Lo scopo è quindi garantire un raggiungimento di un buon tenore di vita quando il soggetto assicurato avrà raggiunto una certa età. Per questa ragione questa specifica tipologia di polizza viene spesso associata ad una pensione integrativa.

Le polizze miste: prevedono un capitale o una rendita sia in caso di morte prematura dell’assicurato, sia nel caso in cui questo sopravviva al termine del contratto. In entrambi i casi i beneficiari potranno ottenere della liquidità, comprensiva degli interessi maturati, necessaria per affrontare eventuali spese o situazioni di difficoltà.

Tutte le informazioni relative alla tipologia di polizza, l’ammontare del premio e le modalità di pagamento, sono indicate nel contratto. Nello stesso documento saranno riportate anche tutte le informazioni relative al contraente, all’assicurato, al beneficiario e alla durata dell’assicurazione.

Premio polizza vita: come funziona e come avviene il pagamento?

L’assicurazione vita prevede il pagamento di un premio che rappresenta il compenso che il contraente versa all’assicurazione. L’ammontare del premio è determinato sulla base di vari fattori, ad esempio: la durata del contratto e il tipo di rendita che si vuole garantire al termine del contratto. Anche l’età, lo stato di salute, il tipo di professione e stile di vita del contraente saranno prese in considerazione in fase di definizione del premio.

Il premio può essere versato in un’unica soluzione - premio unico - al momento della sottoscrizione del contratto, oppure annualmente - premio ricorrente -. Alcune compagnie assicurative prevedono anche pagamenti trimestrali o semestrali. In ogni caso, conviene sempre verificare se il premio preventivato è inteso come al lordo o al netto delle imposte, dei costi accessori e di eventuali caricamenti.

Le modalità di pagamento sono diverse: oltre al bollettino postale e al bonifico bancario, sono inclusi anche i pagamenti tramite assegno non trasferibile e RID. Il premio costituirà quindi la somma che la compagnia assicurativa dovrà versare ai beneficiari nel caso in cui si verifichi uno degli eventi contemplati nel contratto.

Assicurazione vita: differenza tra capitale e rendita

A seconda della modalità scelte per la riscossione del premio dell’assicurazione vita si parlerà di capitale o rendita. Se la somma verrà versata dalla compagnia assicurativa in un’unica soluzione, al termine del contratto, si parlerà di capitale. Se invece la somma verrà versata in varie tranche, sino a fine vita del beneficiario o per un periodo di tempo previsto dal contratto, si parlerà invece di rendita.

Per capire cosa conviene scegliere tra capitale e rendita dovrai valutare vari aspetti, come ad esempio la situazione economica dei beneficiari della polizza. Inoltre ti consigliamo di considerare anche le implicazioni fiscali.

Come disdire una polizza vita?

Fino a pochi anni fa era possibile disdire una polizza vita solo nel corso dell’ultimo anno del contratto o non prima di 5 anni dalla sottoscrizione della stessa. La situazione è cambiata con l’approvazione della Legge Bersani (n. 40 del 2 aprile 2007) che, non solo ha abolito il tacito rinnovo dei contratti assicurativi, ma ha anche introdotto la possibilità della disdetta.

Tuttavia, con la legge n. 99 del 23 luglio 2009, è stato introdotto nuovamente il limite dei 5 anni per la disdetta delle polizze vita, ma solo nei casi in cui queste prevedano l’applicazione di uno sconto al momento della scadenza della polizza. Una volta superati i 5 anni si potrà quindi procedere con la disdetta.

Per disdire una polizza vita dovrai inviare alla compagnia assicurativa una comunicazione scritta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno 60 giorni prima della scadenza annuale del contratto, indicando il numero della polizza, la data di sottoscrizione e i dati del contraente. In alternativa potrai scaricare gli appositi modelli spesso disponibili sui siti delle compagnie.

Se invece sono trascorsi solo 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto potrai avvalerti del diritto di recesso, avvalendoti dell’art. 11 del D.Lg. 174/1995. Le somme eventualmente già pagate ti devono essere restituite dall’impresa entro 30 giorni dalla notifica del recesso.