Il settore delle polizze assicurative rappresenta finalmente una fetta di mercato in espansione. In particolare, gli ultimi dati hanno registrato una significativa crescita del numero dei consumatori che scelgono di sottoscrivere una assicurazione sulla vita.

Stiamo parlando di una polizza che, a differenza della classica assicurazione contro i danni con funzione indennitaria, svolge una funzione previdenziale a beneficio degli eredi e per proteggere e far fruttare i propri risparmi. Si tratta inoltre di un prodotto assicurativo tendenzialmente meno rischioso rispetto ad altre forme di investimento pur rimanendo comunque discretamente redditizie.

Nello specifico la polizza vita è un contratto stipulato tra una compagnia assicurativa e il Ministero dell'Industria e dove quest'ultimo si impegna a versare un premio prefissato all'assicurazione con scadenza mensile, semestrale o annuale. A sua volta la compagnia assicurativa, al termine del contratto, dovrà concedere al beneficiario (che può essere anche un soggetto diverso dal contraente) la quota fissata in sede contrattuale. Concessione che può essere erogata in un'unica soluzione o diluita in rate.

Le polizze vita permettono quindi, come anticipato, di mettere da parte i propri risparmi da eventuali rischi finanziari, usufruire di alcuni sgravi fiscali e garantiscono agli eredi dell'assicurato un risarcimento qualora il contraente venga a mancare. Tuttavia, ci sono dei casi particolari per cui la compagnia assicurativa è sollevata dal dovere di indennizzo verso gli eredi. Vediamo quindi di seguito quali sono le situazioni d'eccezione in cui la polizza non interviene.

Assicurazione vita: quali sono le clausole di esclusione del risarcimento?

Qualora anche tu fossi interessato a sottoscrivere un contratto di questo genere dovrai prima di tutto stare molto attento alle cosiddette clausole di esclusione del risarcimento. Nonostante il fine ultimo dell'assicurazione vita sia quello di garantire agli eredi un capitale, la liquidazione può non essere dovuta in alcuni casi specifici.

In particolare, affinché il risarcimento della polizza vada a buon fine devono non verificarsi le seguenti condizioni:

  • attività dolosa dell'assicurato o del beneficiario;
  • decesso dell'assicurato per partecipazione a un delitto doloso;
  • decesso dell'assicurato per partecipazione a eventi di guerra;
  • decesso dell'assicurato per esposizione a radiazioni nucleari;
  • decesso dell'assicurato per incidente di volo (se a bordo di un aereo non autorizzato al volo);
  • decesso dell'assicurato per attività sportive non dichiarate in sede contrattuale.

Queste rappresentano le esclusioni che sono presenti con più frequenza nei contratti delle assicurazioni sulla vita.

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Assicurazione vita e suicidio: che cosa succede?

Tuttavia vi è un ultimo caso che vale la pena di analizzare in separata sede a proposito delle clausole di esclusione dal risarcimento. Stiamo parlando delle implicazioni fra assicurazione vita e suicidio.

Nello specifico, secondo l'articolo n° 1927 del Codice Civile, in caso di suicidio dell'assicurato, l'assicuratore non è tenuto al pagamento delle somme assicurate se il decesso avviene prima che siano decorsi due anni dalla stipulazione del contratto.