Quante volte vi sarà capitato di tornare delusi e amareggiati dalle vacanze? Le motivazioni possono essere tante, dal trasfert non operativo al riscaldamento non funzionante ai più svariati disservizi in hotel. Ma sapevate che il danno per vacanze rovinate può essere risarcito? Ebbene sì. Il risarcimento in questione è tutelato da regole ben precise, sia che vi siate affidati a un Tour Operator per la prenotazione sia anche nel caso in cui abbiate provveduto autonomamente.

Come prima cosa non bisogna sottovalutare l'utilità di stipulare un'assicurazione viaggi che garantisce la buona riuscita di una vacanza. Ma nel caso in cui prima di partire non abbiate pensato di tutelarvi con una polizza assicurativa, potreste tentare un accordo extra-giudiziale fino ad arrivare, in alternativa, a rivolgervi al Giudice di Pace. Vediamo come ottenere il risarcimento del danno per vacanza rovinata e quali sono i passi da compiere.

Secondo quanto stabilito dal Codice del Turismo, il risarcimento del danno per vacanza rovinata è consentito nel momento in cui il disservizio o l'erronea o mancata esecuzione del servizio da parte del del fornitore sia di importanza rilevante.

Vacanze rovinate, il diritto al rimborso del danno

In questi casi al cliente spetta di diritto il rimborso dei costi sostenuti relativamente al servizio in questione. Ma non solo. La vittima in questione avrà diritto anche al rimborso di tutti gli eventuali costi sostenuti sulla scia o a causa del disservizio.

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Nel momento in cui il viaggio sia stato acquistato presso un tour operator, il risarcimento andrà chiesto a quest'ultimo o alla compagnia assicurativa qualora siate coperti dalla polizza viaggi. Il disservizio va comunicato immediatamente alla compagnia assicurativa o al tour operator che avranno cura di contattare direttamente il responsabile dell'inadempimento.

Nel momento in cui il viaggio sia prenotato autonomamente, la precedente stipula dell'assicurazione garantisce molti vantaggi tra cui la velocità del rimborso, Nel caso non asiate coperti da polizza assicurativa, è necessario comunicare in prima persona il disservizio all'azienda o al venditore di riferimento. Qualora non si ottenesse alcuna risposta alla comunicazione data, al rientro dal viaggio è necessario fare una proposta formale di reclamo che va inviata sotto forma di raccomandata non oltre i 10 giorni successivi al termine della vacanza. La deadline si allunga ai tre anni successivi qualora il danno per vacanza rovinata abbia causato danni di tipo fisico, secondo quanto messo nero su bianco dalla Corte di Cassazione.

Inviare un reclamo, per sollecitare il risarcimento

Nel reclamo vanno inseriti tutti gli elementi cartacei che possano testimoniare l'inadempimento, quali gli scontrini per le spese extra sostenute, il catalogo con i servizi offerti e non erogati sfogliato in origine, ricevute varie.

Qualora non si ottenga nessuna risposta anche in seguito all'invio del reclamo, si ha il diritto di rivolgersi al Giudice di Pace.

Prima di rivolgersi al giudice, è possibile fare un tentativo di mediazione da cui può scaturire una risoluzione amichevole attraverso un accordo fra il responsabile e la vittima del disservizio.

Se non si è interessati alla mediazione o se attraverso quest'ultima non si giunga comunque ad un'intesa in merito al risarcimento, l'ultima strada sarà rivolgersi al Giudice di Pace cui spetterà l'ultima parola in merito alla faccenda.