È il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, a ripescare la proposta, già in precedenza discussa, della costituzione di una polizza casa obbligatoria nelle regioni italiane colpite da catastrofi naturali. Oltre al danno, dunque, la beffa per tutti quei cittadini residenti nelle zone a rischio, che si preparano già a mettere le assicurazioni più vantaggiose a confronto per non appesantire di ulteriori tassazioni l'abitazione di proprietà e riuscire ad arrivare a fine mese senza dilapidare l'intero stipendio.

A differenza di quanto stimato da Ania, secondo cui per la polizza casa basterebbero 75 euro all'anno, il quotidiano Libero prevede, infatti, spese aggiuntive fino a oltre 2.000 euro che andrebbero ad ingrassare le tasse relative all'Imu, alla Tasi, alla Tari e, come se non bastasse, al nuovo Canone Rai, incidendo sensibilmente sulle entrate dei cittadini.

Se a Milano, Roma, Firenze e Genova si pagherebbero rispettivamente 300, 344, 362 e 403 euro, i numeri di Libero prevendono un'impennata dei costi per le zone ad alto o altissimo rischio sismico. La polizza casa obbligatoria raggiungerebbe, infatti, le quattro cifre sia a Messina con 1670 euro che a L'Aquila con 1577 euro. Cifre impressionanti, insomma, causate, secondo il giornale, dalla scarsissima offerta esistente da parte delle compagnie assicurative.

Che i numeri siano veri o meno, le associazioni di consumatori non mancano di esprimere un serio scetticismo in proposito. "La polizza assicurativa obbligatoria per gli immobili suscita serie perplessità perché, a ben vedere, sul piano sostanziale risolve ben poco mentre presenta un costo individuale e sociale molto rilevante", dichiara Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia. L'aumento dei costi sulla casa graverebbe sui cittadini restringendo ulteriormente un mercato immobiliare già in crisi.

Inoltre, prosegue Clerici, "prendere in considerazione solo il rischio-terremoto e trascurare gli altri rischi legati alle diverse calamità naturali (quali inondazioni, esondazioni, frane, smottamenti) o legati agli eventi catastrofali per l'uso del gas, dei quali ricorre una casistica quasi quotidiana, significherebbe lasciare il problema irrisolto". E, d'altronde, la polizza casa obbligatoria, qualora correttamente impostata a includere tutte le tipologie di rischio, sembrerebbe costituire un'ulteriore e denigrante giustificazione per lo Stato al disimpegno della tutela del territorio.