Torniamo a parlare delle riduzioni alle detrazioni fiscali sulle assicurazioni vita previste nella Legge di stabilità appena varata dal governo Letta. Ieri, a Milano, si è svolto l'annual sulle assicurazioni promosso dal Sole 24 Ore al quale, ovviamente, hanno partecipato anche i vertici Ania, l'associazione delle compagnie assicurative.

Tramite la voce del presidente Aldo Minucci, l'Ania ha espresso la propria opinione riguardo ai tagli sulle detrazioni fiscali previsti per le assicurazioni vita. "Non siamo soddisfatti del provvedimento - ha dichiarato nell'occasione Minucci - Riteniamo che il livello di riduzione delle detrazioni sia impresentabile e insostenibile. Lo Stato deve favorire, attraverso interventi di natura fiscale, l'investimento sulle polizze vita".

Facciamo un riassunto della situazione: con il Decreto sull'abolizione dell'Imu il tetto massimo di detrazione dei premi vita era stato abbassato da 1.291 euro a 230 euro (per il 2014), ma nella legge di stabilità, dopo le forti proteste sollevate, questa cifra era stata modificata e rialzata a 530 euro. Evidentemente neanche questo ritocco è stato apprezzato dall'Ania che ha fatto sentire la propria voce in difesa degli assicurati e degli assicuratori.

La raccolta dei premi sulle polizze vita risulta positiva negli ultimi mesi, ma con queste modifiche di natura fiscale, avvisa l'Ania, si rischia di disincentivare gli investimenti che coinvolgono molte famiglie anche di reddito basso. "I contratti vecchi, quelli siglati prima del 2000, sono quelli su cui si paga ancora un'imposta assicurativa del 2,5% - ricorda Aldo Minucci - Se si riduce la detraibilità il rischio è che l'assicurato non abbia più la convenienza a mantenere quel contratto".