Tolta la tassa sulla prima casa, l'Imu, non c'è bisogno di aspettare l'arrivo della nuova Service Tax per colmare il risparmio ottenuto con l'abolizione di questa tassa (abolita anche ai ricchi). A partire dalla prossima dichiarazione dei redditi, chi possiede un'assicurazione sulla vita o quella sugli infortuni non potrà più detrarre una buona parte delle spese come succedeva prima. Il massimo è di 630 euro a fronte dei 1.291,14 euro detraibili fino ad ora. Nel 2014 andrà ancora peggio, quando il tetto massimo si abbasserà a 230 euro.

Questo provvedimento, già pubblicato sulla gazzetta ufficiale, porterà nelle casse dello stato più di 800 mila euro l'anno a discapito delle famiglie che hanno scelto di versare i propri risparmi nelle polizze vita che, per loro natura, non vengono lasciate prima della loro scadenza di dieci o venti anni. Secondo i dati del Ministero delle Finanze riguardo le dichiarazioni dei redditi 2012, si tratta di sei milioni di italiani che hanno sottoscritto queste polizze.

Secondo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, si tratta di un vero e proprio furto fiscale, questo anche per la retroattività: infatti anche quanto versato nel 2013 non sarà detratto con le vecchie regole. Forti critiche anche all'Ania (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici) che non ha fatto nulla per bloccare questa manovra.