Investimenti per il futuro, su cosa puntano gli italiani? Negli ultimi mesi è stato registrato un boom di sottoscrizioni di assicurazioni sulla vita (+ 30% nel primo trimestre del 2013) con un incremento particolarmente sensibile per le polizze di ramo 1 (ovvero le rivalutabili) che sono le preferite secondo i dati. Ma siamo sicuri siano veramente gli investimenti migliori per un futuro al riparo dagli imprevisti? Perché non si punta più sui BoT, BTp o sugli altri tipi di bond?

Una riflessione, in questo momento economico così delicato, è dovuta, viste anche le novità riguardanti il settore assicurazioni. Ad esempio c'è la riduzione delle detrazioni fiscali sulle polizze vita (taglio utile a compensare l'abolizione dell'Imu) che andrà ad abbassare il tetto massimo da 1.291 euro a 630 euro (per il 2013) e a 230 euro (per il 2014). Perché allora continuare a puntare sulle assicurazioni sulla vita se non abbiamo problemi di successione o non siamo a rischio sequestro o pignoramento della casa? Evidentemente gli italiani continuano a considerare le assicurazioni investimenti più sicuri e di garanzia rispetto a BoT e BTp, che sono condizionati da un'instabilità economica poco rassicurante.

Sul sito del Sole24Ore, sabato scorso, è comparso un interessante esempio relativo all'assicurazione sulla vita Base Sicura della banca Intesa Sanpaolo. "Il costo percentuale medio annuo di Base Sicura - si legge nell'articolo - va da un massimo dell'1,9% per investimento di 5 anni all'1,62% per durate di 25 anni. Sono previsti sconti per i rinnovi di polizza ma anche in quel caso l'Isc varia da 1,59% a 1,56%".

Insomma l'investimento sull'assicurazione va rivalutato di anno in anno in base all'andamento di una "gestione separata", in questo caso relativa al fondo Base Sicura. "La polizza - si legge ancora sul pezzo del Sole24Ore - ha retrocesso (al netto dei costi sopra riportati) agli assicurati il 2,42% nel 2011 il 2,59% nel 2012, contro un tasso lordo dei BTp che pari al 4,89% nel 2011 e al 4,64% nel 2012. La polizza non ha coperto nemmeno dall'inflazione che nello scorso biennio ha sfiorato il 3%".

In tempi di crisi è ovvio che il ricorso ad assicurazioni sulla vita possa aumentare di intensità, ma è sempre bene fare attenzione alle clausole di contratto della polizza ed ai costi effettivi di premio annuo che si andranno a pagare. Alcuni gruppi assicurativi, sempre secondo il quotidiano economico, ricevono fino al 95% dei costi gravanti sul premio: perché "regalare" i nostri risparmi alle compagnie quando si può puntare su investimenti a costo zero?