Assicurazioni, il governo Letta ha deciso per la riduzione delle detrazioni fiscali per quanto riguarda le polizze vita: un provvedimento che servirà a compensare l'abolizione dell'Imu. Ovviamente le compagnie assicurative ne risentiranno sugli utili: vediamo di quanto.

Attualmente gli italiani che beneficiano delle detrazioni fiscali sulle assicurazioni vita sono più di 6 milioni: il governo ha fissato al 19% la possibilità di detrazione dalle tasse per le polizze stipulate dopo l'anno 2000 e così il tetto massimo di 1.290 euro si abbasserà a 630 euro nel 2013 e addirittura a 230 euro dal 2014. I premi vita detratti si aggirano, secondo le ultime stime, attorno ai 4 miliardi di euro, ma con questo provvedimento l'erario prevede un ricavo di 400 milioni di euro per quest'anno e di 800 milioni di euro per il prossimo. Basterà a compensare la rinuncia all'Imu?

Sicuramente da questa manovra non trarranno vantaggio le compagnie che sulle assicurazioni fanno i maggiori utili e che dopo questa decisione vedranno, con ogni probabilità, calare i propri ricavi delle polizze vita. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno calcolato le possibili perdite delle maggiori compagnie assicurative quotate. Mediolanum e Generali sono tra gli assicuratori più attivi nel ramo vita, ma non si prevede una grave riduzione degli utili.

Conseguenze più serie, ma non disastrose per Unipol/Fondiaria Sai e Cattolica Assicurazioni, che rischiano di perdere il 4/5% dei ricavi dalle assicurazioni vita, mentre Allianz può dormire sonni tranquilli con risultati indolori. Nel ramo vita è proprio Generali a detenere la principale quota di mercato col 18%, seguita da Unipol/Fonsai e Allianz che hanno il 7% e Cattolica Assicurazioni col 3%. Questi colossi del mondo delle assicurazioni non rischiano certamente il collasso dopo la scelta del governo di ridurre le detrazioni fiscali.