E' polemica a distanza tra Mario Monti (Scelta Civica) e Cesare Damiano (PD) sul tema, ormai infuocato, della riforma delle pensioni. All'ex premier non vanno giù le mille critiche che in questo periodo stanno piovendo sulle modifiche introdotte dal suo esecutivo nel 2011, e interviene per difenderle. E per criticare le ipotesi finora formulate dalla maggioranza, che ruotano intorno al concetto di flessibilità..

"Saremo sostenitori leali ed esigenti del governo Letta - ha affermato Monti in occasione della prima convention di Scelta Civica, al teatro Eliseo di Roma - Ma vigileremo e lotteremo contro i tentativi espressi e inespressi di controriforme che farebbero tornare indietro il Paese".

Il riferimento esplicito è alle "iniziative legislative di Damiano e della Polverini (Pdl), che vogliono smontare punti essenziali della riforma delle pensioni, esattamente come Damiano fece nel 2006 da Ministro del Lavoro quando annullò la riforma delle pensioni di Maroni". Il leader di Scelta Civica si è rivolto poi direttamente a Guglielmo Epifani, segretario del Partito Democratico, per chiedergli se il partito "sostiene la posizione conservatrice di Damiano, che vuole erodere le riforme, o vuole dare voce a una posizione liberaldemocratica che intende favorire il progresso del Paese".

Una critica pesante, che ha provocato la risposta quasi immediata di Cesare Damiano, ricordiamo, l'autore della principale proposta di legge del sistema previdenziale in senso flessibile. Dal suo blog, il presidente della Commissione Lavoro della Camera afferma: "le proposte di legge in discussione si propongono di correggere gli errori di una riforma che ha portato in un vicolo cieco ed alla disperazione centinaia di migliaia di lavoratori con un errore riconosciuto dalla stessa ministra Fornero".

"Il Premier Letta - ricorda Damiano - nel discorso di insediamento al Parlamento ha ribadito che il suo programma di governo si proponeva di affrontare il tema dei cosiddetti esodati e dell'introduzione di un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico. E' quello che noi vorremmo realizzare. Non a caso stiamo sollecitando il governo ad accelerare la discussione".

"Conservatore è chi, come Monti - conclude Damiano - si ostina a considerare utile continuare una politica di puro rigore che ci ha portato nell'attuale situazione. Son capaci tutti a far pagare la crisi ai ceti più deboli, lavoratori, pensionati e disoccupati. La riforma delle pensioni di Monti piace sicuramente all'Europa della finanza: tra il 2020 ed il 2060 dal sistema previdenziale si risparmieranno oltre 300 miliardi di euro. Un bel salasso a senso unico. Siamo noi i conservatori?".