Il carovita dal 2002 ad oggi in Italia ha maggiormente colpito le fasce più deboli della popolazione, ed in particolar modo i pensionati. A carico di questa categoria, infatti, l'inflazione ha mostrato un andamento a velocità doppia e spesso tripla rispetto ai dati dell'Istituto Nazionale di Statistica (Istat).

Questo è quanto, tra l'altro, afferma il Codacons nel constatare come in Italia nel 2012 quasi la metà dei pensionati abbia percepito prestazioni Inps al di sotto della soglia dei mille euro. Secondo l'Associazione, considerando l'attuale livello del carovita, le pensioni Inps andrebbero rivalutate sulla base di quello che è il costo reale della vita, così come è ingiusta la misura relativa al blocco delle rivalutazioni sulle pensioni sopra i 1.400 euro visto che molti di questi sono tutto tranne che dei cittadini che vivono nell'oro.

Entrando nei numeri, l'anno scorso in Italia 7,2 milioni di pensionati circa, pari a ben il 45,2% rispetto al totale, hanno preso mensilmente meno di mille euro, il che significa che un'ampia fetta di questi vive in condizioni di povertà.

Il Codacons, senza interventi incisivi del Governo sulla rivalutazione delle pensioni, prevede che nel futuro si venga a generare un'emergenza sociale diffusa considerando anche quello che sinora è stato il fallimento della previdenza complementare. Una soluzione per tutelare i pensionati potrebbe essere quella di indicizzare le prestazioni sulla base di un indice Istat appositamente costituito ad hoc per loro.