La riforma delle pensioni allo studio del governo Letta? Rischia di tramutarsi in un passo indietro per l'Italia. Non ha dubbi Giuliano Cazzola, responsabile nazionale dell'area welfare di Scelta Civica, nel criticare le ipotetiche misure che l'esecutivo vorrebbe introdurre prossimamente nel sistema pensionistico.

I cambiamenti in questo settore per il momento sono stati soltanto abbozzati in proposte di legge e in dichiarazioni dei vari ministri,e una riforma vera e propria è attesa ormai non prima del mese di settembre, ma intanto il partito di Monti si schiera nettamente contro PD e PdL, bocciando in partenza in particolare l'idea della flessibilità.

"Non torniamo indietro sulle pensioni" è l'esortazione di Cazzola. "E' veramente singolare - accusa il responsabile di SC - che si finga di non capire i problemi posti da Scelta civica al governo e alla maggioranza".

"Premesso - afferma il parlamentare in un comunicato - che le maggiori novità di questa fase, dalla possibilità di pagare parte dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese fino al riconoscimento di una maggiore flessibilità di bilancio dopo la chiusura della procedura di infrazione, vanno attribuite all'azione di risanamento e di riforme del governo Monti, Scelta civica non può tollerare che si torni indietro su una delle più importanti riforme strutturali come quella delle pensioni".

Secondo il partito questo è proprio ciò che sta avvenendo, senza troppo clamore, all'interno delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato: "con il pretesto del cosiddetto pensionamento flessibile, in pratica, si reintroduce il trattamento di anzianità e si abbassa l'età di vecchiaia a fronte di una penalizzazione economica praticamente virtuale. Pd e Pdl marciano compatti in questa direzione".