Il sistema Fornero delle pensioni sarà modificato e l'ipotesi avanzata è quella della eliminazione dell'uscita bloccata a 66 anni; è previsto un pensionamento volontario per tutti a 62 anni con almeno 35 anni di contributi maturati. Il limite dei 66 anni è condizione per avere la pensione piena, ma per chi volesse uscire a 62 anni sono previste delle penalizzazioni.

Lo schema della nuova riforma delle pensioni è il seguente:

  • a 62 anni è previsto un taglio dell'8%,
  • a 63 anni il taglio è al 6%
  • a 64 anni sarà al 4%
  • a 65 anni al 2%,

Al contrario è prevista una rivalutazione per chi oltrepassa la soglia dei 66 anni:

  • a 67 anni del 2%,
  • a 68 anni del 4%
  • a 69 anni del 6%
  • a 70 anni del 8%

Questa è la proposta Damiano-Baretta, ma poi vi è la proposta Sacconi attraverso il recupero più flessibile degli anni della laurea: ma tutto questo va considerato attraverso i costi che l'operazione comporterebbe; dunque è tutto rinviato all'autunno quando verrà messo a punto il patto di Stabilità e la questione dovrà essere integrata in sinergia con il nuovo patto.

Si intende inoltre introdurre il principio della staffetta generazionale: l'Italia potrebbe passare ad assunzioni di 190.000 giovani con un costo dello stato per 1,5 miliardi; dunque è necessario varare la legge di stabilità per definire i fondi da cui attingere.

Molto probabilmente il sistema di pensionamento flessibile volontario sarà la via più battuta quando la questione verrà dibattuta.