Il gruppo Assicurazioni Generali è troppo grande per fallire, con tutti i pro e i contro del caso. A stabilirlo il Financial Stability Board, che si occupa dell'organizzazione internazionale della previsione di rischi finanziari.

Sono nove i gruppi assicurativi presenti nella lista dei too big to fail redatta dall'organo di Basilea. Insieme a Generali, figurano Allianz, AIG, Aviva, Axa, MetLife, Ping An Insurance, Prudential Financial e Prudential. Cinque di loro, escluso Generali, sono europei.

In Europa Generali è terza in Europa per giro d'affari, subito dietro Axa e Allianz. Ammonta a quasi 70 miliardi di euro il bilancio con premi lordi della compagnia stilato alla fine del 2012.

Essere tra le too big to fail rappresenta però un riconoscimento impegnativo per le compagnie coinvolte. Rientrare in questa lista, che per ora è solo provvisoria, significa infatti essere soggetti a condizioni più difficili da mantenere: insomma, grandi responsabilità se si hanno grandi capitali. Va dimostrata una solida stabilità finanziaria.

I controlli che partiranno sulle compagnie definitivamente nel 2019 per la lista definitiva saranno molto stringenti. Come riporta il Sole 24 ore, in vista di questi controlli verranno implementate misure extra nelle compagnie già nel 2013 in corso e nel 2014, come la predisposizione di un piano di soluzioni delle crisi e una supervisione rafforzata.

Se però Generali, come ha già annunciato qualche giorno fa, ha intenzione di concentrarsi sul core business delle assicurazioni e mettere da parte molte delle attività no core, una scelta di qusto genere potrebbe compromettere la presenza del gruppo nella lista del Financial Stability Board, che tra i parametri di valutazione dà molta importanza proprio alle attività "no-core"