Ammonta a 80 miliardi di euro il risparmio che si potrà riscontrare in seguito alla riforma Fornero. Tra il 2012 e il 2021, infatti, la spesa previdenziale tenderà ad una contrazione, tenendo conto anche dei costi delle salvaguardie. Le pensioni future sembrano quindi destinate a ridursi e potrebbe diventare più frequente il ricorso alla previdenza integrativa, sempre più ricercata presso le compagnie di assicurazioni.

A confermare il risparmio nel campo della previdenza è il rapporto dell'Inps, secondo il quale i risparmi si azzereranno nel 2045. Come riportato nel grafico del rapporto, la spesa pensionistica avrà proiezioni fino al 2050. Viene evidenziato inoltre, che con la riforma dell'ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, si è potuto assistere ad un risparmio che ha creato un deficit alla spesa pubblica pari all'8,6% del Pil nazionale. Ma, grazie alle riforme precedenti, la spesa tenderà a salire rimanendo comunque al di sotto di quella prevista, procurando ulteriori risparmi: oltre 80 miliardi stimati per il decennio 2012-2021.

Nel 2045, supererà addirittura le curve delle altre riforme per spese che non raggiungeranno il 10,5% del Pil. La stima dell'Inps, evidenzia come negli ultimi 18 anni, le pensioni di anzianità e di vecchiaia, con cifre più elevate abbiano perso il 15%. Il tutto causato dai continui blocchi sull'adeguamento e dei trattamenti all'inflazione e dagli assegni penalizzati.

Si ricorda, intanto, che nel 2010, vari comuni d'Italia hanno destinato circa 7 miliardi e 127 milioni di euro agli interventi e ai servizi sociali, contribuendo ad una crescita della spesa fino allo 0,7% rispetto al 2009: la variazione registrata tra il 2009 e il 2010 è dell' 1,5% tenendo conto dell'inflazione dell'anno.