La crisi colpisce anche il settore della previdenza complementare. Negli ultimi anni sono sempre di più gli italiani che, preoccupati dall'incertezza del loro futuro previdenziale, scelgono di investire in forme pensionistiche alternative, come i fondi pensione o altri prodotti offerti dalle compagnie di assicurazione.

Ma anche questo settore risente della congiuntura economica sfavorevole. A segnalarlo è il Covip, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, che segnala un preoccupante incremento delle sospensioni nei pagamenti: nel 2012 ben 1,2 milioni di persone hanno sospeso i versamenti ai fondi previdenziali, 100 mila in più rispetto all'anno precedente.

Un segnale che preoccupa la Commissione, che sottolinea anche come, a sei anni dall'avvio della riforma, l'incremento della partecipazione al sistema della previdenza complementare, sebbene significativo, risulti ancora inferiore alle aspettative. Se nel paese c'è chi spinge sempre di più addirittura per il "welfare integrato", come Assoprevidenza in un recente intervento, gli italiani dimostrano ancora molta prudenza nei confronti di questo settore.

In ogni caso, gli iscritti ai fondi di previdenza complementare a fine 2012 erano 5,8 milioni, in aumento del 5,3% rispetto al 2011. In termini di risorse accumulate, alla fine del 2012 sono stati superati 104 miliardi di euro, che rappresentano il 6,7% del prodotto interno lordo: "un risultato di tutto rispetto - commenta il Covip - tenuto conto delle turbolenze che negli ultimi anni hanno investito i mercati finanziari".

I risultati di gestione delle forme pensionistiche complementari sono stati in media tra l'8 e il 9%, di molto superiori al tasso di rivalutazione del TFR che, in flessione rispetto all'anno precedente, si è attestato al 2,9%.