Le risorse per le pensioni scarseggiano? "La sostenibilità, sociale e finanziaria, del nostro sistema previdenziale dipenderà sempre di più dall'equilibrio fra prestazioni pubbliche e complementari": ne è convinto Maurizio Petriccioli, segretario confederale della Cisl, che chiede a governo e parti sociali un impegno per la diffusione di forme pensionistiche alternative.

Mentre il governo Letta studia una possibile riforma del sistema previdenziale pubblico, secondo il sindacato non si può trascurare l'importanza delle forme alternative, primi tra tutti i fondi pensione e i vari prodotti offerti dalle compagnie di assicurazione.

Ecco perchè oggi, secondo la Cisl, dopo un periodo di stallo derivante dagli effetti della crisi economica, la previdenza complementare deve tornare al centro del dibattito politico e sindacale. Petriccioli è intervenuto sul tema dopo aver letto il rapporto della Covip sui (preoccupanti) dati del 2012.

"Ai brillanti risultati ottenuti, in termini di rendimenti, dai fondi pensione, specie quelli promossi dalla contrattazione collettiva - sottolinea il segretario - che presentano bassissimi costi di partecipazione per gli aderenti, si contrappone un quadro insoddisfacente per quanto riguarda il livello delle adesioni raggiunte, specie nei settori della piccola e media impresa e del pubblico impiego".

Governo e parti sociali devono quindi, insieme, individuare "le soluzioni più opportune per realizzare una diffusione generalizzata della previdenza complementare, rimuovendo gli ostacoli di natura economica, culturale ed informativa che attualmente si frappongono alle adesioni".

In che modo? "Sul piano normativo occorre uniformare immediatamente la disciplina fiscale dei dipendenti pubblici a quella in vigore per i dipendenti privati e creare le condizioni che consentano ai fondi pensione di investire maggiormente nell'economia nazionale e nello sviluppo locale. Sul piano contrattuale le parti sociali - conclude Petriccioli - devono riprendere la spinta propulsiva interrottasi dopo la fine del primo trimestre del 2007, ed definire soluzioni contrattuali che rendano più evidenti per i lavoratori e per le imprese le opportunità della previdenza complementare".