Da quanto emerge dalla relazione annuale dell'istituto Covip, la grave e prolungata crisi economica ha prodotto una grave incertezza riguardo il futuro pensionistico dell'Inps e purtroppo ha determinato la necessità di dover attingere ai propri risparmi per fronteggiare le necessità quotidiane. 1,2 milioni di persone si sono viste quindi costrette a sospendere i versamenti ai fondi di previdenza complementare pensionistica previsti dalle assicurazioni. Le ragioni di questa scelta sono varie, principalmente però l'esigenza è quella di far fronte a spese sanitarie o di ristrutturazione della casa.

A causa del protrarsi della crisi economica, infatti, i contribuenti imprigionati nella stagnante economicache hanno sospeso i versamenti ai fondi di previdenza complementare nel 2013, sono stati oltre 1,2 milioni. Questo nonostante un aumento delle adesioni ai PIP, ovvero i Piani Individuali Pensionistici, del 5,3% rispetto al 2012. Infatti, dalla relazione del Covip si evince che: "Preoccupa l'elevato tasso di sospensione dei versamenti ai fondi pensione nonostante l'incremento delle iscrizioni è stato pari al 5,3%, concentrato soprattutto nei PIP, i piani individuali pensionistici. A fronte di 442.000 nuove adesioni sono usciti dal sistema circa 150.000 iscritti, prevalentemente per riscatti e per prestazioni pensionistiche in conto capitale".

Con il Paese nella spirale recessiva e nell'incertezza di poter ottenere pensioni equilibrate, l'avvio della riforma del 2007, portò a un incremento delle adesioni al sistema della previdenza complementare. Sebbene significativo, l'incremento risulta ancora inferiore alle aspettative, infatti, a sei anni dalla riforma, le adesioni sono aumentate di 2,7 milioni, ma oltre la metà, circa 1,4 milioni, furono stipulate soprattutto per esercitare l'opzione sul conferimento del TFR, trattamento di fine rapporto.

Dunque il fenomeno allarmante che è emerso dalla relazione annuale dell'istituto, è soprattutto l'aumento della richiesta dell'anticipazione dei fondi pensionistici complementari. Inoltre dai dati è emerso che il rendimento dei fondi pensione integrativi nel 2012 è stato superiore in media dell'8,2% per i fondi negoziali, dell'8,9% per i prodotti Pip, e del 9,1% per i fondi aperti.