Il rischio del collasso dell'Inps dal 2015, la difficile situazione economica e le continue riforme sul sistema previdenziale italiano, spingono sempre più le persone verso forme di assicurazione come le pensioni complementari.

Il nuovo esecutivo è effettivamente alle prese con il tentativo di modificare la recente riforma sulle pensioni studiata dal Ministro Fornero che ancora presenta molti aspetti critici.

Uno scenario di questo tipo associato alla grave crisi economica che sta vivendo l'Italia, porta un numero sempre maggiore di persone non solo ad interessarsi ma ad affidarsi a forme di previdenza complementare, una sorta di "welfare integrato" che intervenga laddove ha "fallito" o non ha soddisfatto a pieno il welfare tradizionale. In sostanza dove lo Stato non arriva, il risparmiatore tenta canali alternativi per garantirsi un vitalizio pensionistico supplementare nel momento in cui lascerà il posto di lavoro.

Il presidente di Assoprevidenza, Sergio Corbello, ha proposto, vista la difficile congiuntura economica del nostro paese nonché gli scarsi servizi offerti dal welfare a tutela del cittadino, di introdurre "un unico soggetto giuridico per previdenza e assistenza complementari".

Quindi non solo pensione, ma anche assistenza sanitaria complementare "Nell'ottica di realizzare un solido sistema di welfare in grado di rispondere alle crescenti esigenze di un paese che invecchia - ha spiegato Corbello - sembra ragionevole abbattere gli steccati e convergere in un unico soggetto giuridico le prestazioni pensionistiche complementari, quelle integrative sanitarie e le coperture dei rischi legati alla non-autosufficienza attraverso la diffusione di soluzioni di Long Term Care".

Purtroppo è sempre più probabile che vi sia in futuro un ulteriore contrazione delle risorse pubbliche destinate alle prestazioni sociali, a fronte di una domanda di assistenza in continuo aumento da parte di una popolazione "vecchia".

Assoprevidenza sprona quindi il governo ad avviare una riflessione sul futuro assetto del welfare italiano, dove la previdenza complementare deve divenire un perno fondamentale e assumere quindi un ruolo di assoluto rilievo. Oggi, sebbene sempre più persone, la utilizzino essa coinvolge appena 5,5 milioni di lavoratori a fronte di un bacino potenziale di 23 milioni di persone.

Il futuro delle pensioni, visto anche le possibili casse vuote dell'Inps, sarà quindi nella previdenza complementare?