C'è l'aumento di un punto di Iva, dal 21% al 22%, che rischia di soffocare in Italia ulteriormente i consumi. L'attuale Governo ha congelato l'Imu sulla prima casa ed ha alzato le detrazioni sulla riqualificazione energetica degli edifici. Ora manca l'ultimo passo rappresentato dal congelamento dell'aumento dell'aliquota Iva ordinaria che è in programma dall'1 luglio del 2013.

Trattasi di una tassa sui consumi che colpisce tutti in Italia, senza distinzioni, ma che genererà maggiori difficoltà a carico delle famiglie con redditi bassi. In base ad uno studio dell'Adiconsum, che ha stimato l'impatto che si genererebbe con l'aumento dell'Iva, ad aumentare sarebbero le assicurazioni, i prodotti per la casa, alcune bevande come il vino e la birra.

Ed ancora l'abbigliamento, i prodotti di telefonia e, in generale quelli di elettronica di consumo, i dvd, i cd musicali e, tra l'altro, anche i prezzi di listino delle auto e delle moto. Ad aumentare di prezzo alla pompa sarebbe anche la benzina con tutto quel che ne consegue sulle tasche degli automobilisti già tartassati con l'Rc auto, con l'aumento dei costi di manutenzione e del bollo auto.

Insomma, sarebbe un salasso l'aumento dell'Iva visto che si ripercuote in maniera generalizzata sui prezzi e sulle tariffe con particolare riferimento a quelle che sono per le famiglie delle spese obbligate. Queste spese, proprio a causa dei persistenti rincari, erodono quote sempre più ampie del reddito mensile lasciando spesso solo pochi spiccioli per i divertimenti e per gli svaghi.