Dal 1° gennaio 2013 l'indennità di disoccupazione ordinaria non agricola (requisiti normali) è stata sostituita con l'ASpI, acronimo di Assicurazione sociale per l'impiego.

Riguarda i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l'occupazione (inclusi apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni).

Non spetta ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali si applica la specifica normativa.

Ricordiamo che è necessario essere in stato di disoccupazione involontario. Non spetta in caso di dimissioni o risoluzione consensuale, ma spetta per dimissioni durante il periodo tutelato di maternità o per giusta causa.

Nel caso di risoluzione consensuale è prevista un'eccezione per il caso in cui c'è stata procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro, secondo modalità art. 7 della legge n. 604 del 1966, poi sostituita art. 1, comma 40 legge riforma mercato lavoro del 28 giugno 2012 n.92, o, per trasferimento del dipendente ad altra sede distante più di 50 Km dalla residenza del lavoratore e/o in media raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici.

Almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione sono necessari, decorrendo a ritroso dal primo giorno in cui il lavoratore è disoccupato, un anno di contribuzione contro la disoccupazione nel biennio precedente l'inizio del periodo di disoccupazione. La contribuzione utile è anche quella dovuta ma non versata.

Sono valide tutte le settimane retribuite purché risulti erogata o dovuta per settimana una retribuzione non inferiore ai minimi settimanali. La disposizione relativa alla retribuzione non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, agli operai agricoli e agli apprendisti per i quali permangono le leggi vigenti.

Si considerano utili i contributi previdenziali versati durante il rapporto di lavoro subordinato, i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all'inizio dell'astensione risulta già versata contribuzione ed i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro, i periodi di lavoro all'estero in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione (eccetto gli Stati esteri con i quali l'Italia non ha stipulato convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale), l'astensione dal lavoro per periodi di malattia dei figli fino agli 8 anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell'anno solare.

I periodi di lavoro nel settore agricolo e periodi di lavoro in settori non agricoli sono cumulabili sulla base del criterio della prevalenza.

Non sono utili, pur se coperti da contribuzione figurativa, i periodi di malattia e infortunio sul lavoro se non nel caso vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, nel rispetto del minimale retributivo, la cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell'attività a zero ore, le assenze per permessi e congedi fruiti dal coniuge convivente, dal genitore, dal figlio convivente, dai fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità, questi periodi non considerati utili per il biennio.