Parlare di pensioni, con i tempi grigi che stiamo attraversando, fa venire i brividi; la riforma pensionistica ha sostanzialmente modificato, e non in meglio, il "piano pensioni", quindi cosa possiamo fare per garantirci una serenità finanziaria futura? Non ci sono troppe alternative a disposizione, ma tra le poche che abbiamo, la pensione integrativa appare una delle possibilità più accessibili. Vediamo di cosa si tratta.

Innanzi tutto, quando pensiamo alla pensione, sappiamo tutti che si tratta di una somma di denaro, che erogata dall'ente preposto, spesso l'INPS, garantisce un vitalizio a chi cessa l'attività lavorativa. Come dicevo prima, però, le riforme pensionistiche non garantiscono più molta tranquillità, quindi, per ovviare al problema, ci sono le pensioni integrative.

La differenza tra il sistema pubblico e quello integrativo, o complementare, è sostanzialmente la capitalizzazione; il denaro che versiamo sotto forma di contributi, nella pensione integrativa, è rivalutato per essere implementato e reso disponibile unicamente per il sottoscrittore della polizza pensionistica integrativa.

Essendo un versamento di contributi volontario, a difformità della previdenza pubblica, chiunque può decidere di sottoscrivere tale integrazione, anche chi non ha reddito, se soggetto fiscalmente a carico. Molti giovani, hanno deciso la sottoscrizione di una polizza integrativa, il motivo è semplice, sono proprio i lavoratori più giovani che risentiranno delle modifiche apportate al sistema pensionistico pubblico.

Tutte le persone entrate nel mondo del lavoro, e quindi che pagano i contributi, dal 1996 in poi, sono soggette al calcolo della loro pensione con il sistema contributivo, questo significa che la loro pensione sarà calcolata in base all'entità dei contributi versati. Rispetto alle retribuzioni pensionistiche di chi ha iniziato a versare i contributi prima del '96, le ultime saranno notevolmente ridotte e, nella migliore delle ipotesi, si riceverà un assegno mensile d'importo più che dimezzato rispetto all'ultimo stipendio.

Se vogliamo aderire ad una polizza di pensione integrativa, possiamo rivolgerci alla nostra assicurazione di fiducia o alla nostra banca. Per quanto riguarda i fondi pensione negoziali, dobbiamo rivolgerci al nostro datore di lavoro o al sindacato di appartenenza. Le polizze pensionistiche integrative, danno un'ulteriore possibilità ossia il riscatto senza maturazione; per avere la possibilità di riavere, in alcuni e particolari casi, il denaro versato, prima della scadenza della polizza. Ovviamente, com'è sempre bene fare, bisognerà controllare le clausole contrattuali, nelle quali saranno elencati i casi nei quali è prevista la richiesta anticipata della somma, o parte di essa, versata.

La natura dell'importo che vedremo rientrare, sotto forma di vitalizio, una volta scaduta la polizza è dipendente da tre fondamentali fattori; il primo è l'importo del capitale versato, più alto sarà, più il nostro assegno diventerà sostanzioso. Altri coefficienti sono età e sesso del beneficiario. Bene è sapere anche che il rendimento annuale delle forme previdenziali complementari, è soggetto a tassazione; l'aliquota è pari all'11%, agevolata, rispetto ai redditi derivanti da altre forme d'investimenti finanziari, che è pari al 12,50%. Una polizza previdenziale integrativa, in sintesi, ci aiuta ad affrontare il nostro futuro con più fiducia.