"Unipol non può pensare di portare tutto a Bologna. Non possono pensare di andare via da Torino senza conseguenze e glielo faremo capire". Lo afferma il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota.

1500 i lavoratori oggetto delle riorganizzazione del gruppo nella Regione Piemonte. E' chiaro che ci sia forte preoccupazione. SAI nasce in Piemonte e negli anni d'oro del mercato delle assicurazioni era in assoluto la migliore scuola per chi volesse apprendere il mestiere dell'assicuratore sia come dipendente che come agente.

Certo la scelta di Carlo Cimbi in primis e dei suoi più stretti collaboratori su cosa fare delle sedi Torinesi, Fiorentine e Romane del gruppo FonSai è tutt'altro che facile.

D'altra parte Unipol non può accollarsi le colpe di una cattiva amministrazione da parte di chi ha gestito fino ad oggi le compagnie acquistate recentemente.

La domanda da porsi quindi, prima di quella "cosa decideranno i vertici di Unipol relativamente alle risorse piemontesi ?" è forse "cosa sarebbe successo al gruppo FonSai se Unipol non fosse intervenuta pesantemente con forti investimenti nel salvataggio?"

Ecco che allora i politici avrebbero una visione forse più cauta e sicuramente più realistica dello scempio che è stato fatto.

Di esuberi ce ne sono . Ci saranno molte duplicazioni di funzioni, (per esempio l'assunzione auto oggi a Torino per FonSai è altrettanto ben staffata a Bologna per il Gruppo Unipol) e purtroppo qualche sacrificio andrà fatto.

Alla fine di tutto poi Unipol non è un ente di beneficenza bensì una forte realtà industriale che ha saputo reinventare il sistema delle assicurazioni con logiche distributive innovative (vedasi il modello ASSICOOP ); è quindi normale che debba rispondere prima di tutto agli azionisti ed agli investitori riguardo alle scelte industriali che compirà.

Il mercato del lavoro è in crisi e di questo ne siamo tutti coscienti, ma il problema è sociale ed è in quest'ambito che va risolto.

E' probabile, perché così è stato fatto anche nella fusione di MeieAurora con Winterthur (creando Aurora) e poi fra Aurora ed Unipol, che il management bolognese cercherà di attuare il piano esuberi partendo da quelle risorse vicine all'età pensionabile attraverso esodi incentivati per poi affrontare con accordi economici interessanti le successive azioni nell'ambito della ristrutturazione degli organici.