Si parla sempre più spesso di vendita emozionale anche nel settore assicurativo dove di emozioni ce n'è un gran bisogno. Il mestiere dell'agente di assicurazioni è quello di vendere "promesse", quindi senza emozioni non va lontano. L'agente deve necessariamente trasferire quelle emozioni che normalmente ha il cliente quando acquista un televisore o un computer o qualsiasi altro oggetto prova nel vedere, toccare e desiderare l'oggetto in questione.

"Vendere è come radersi, se non lo fai tutti i giorni diventi un barbone". Così recitava un cartello su internet, una splendida sintesi di cosa realmente sia la vendita. E allora perché non parlare di vendita emozionale ed emozionante, perché lasciare che l'unico vero motivo per il quale si vende qualcosa sia quello economico? Gli assicuratori purtroppo non sanno vendere il loro prodotto, le polizze o il sinistro, come qualcosa di bello, che possa suscitare emozioni e questo perché ? Semplicemente perché banalizzano il loro lavoro ed il momento della vendita alla sottoscrizione di un contratto.

Fermiamoci per un momento ad esaminare la terminologia del loro mondo: chiamano quello che il cliente deve pagare "premio", parlano di "sinistro" (termine che ricorda qualcosa di losco) per indicare un evento catastrofico che impatta sul cliente, il supporto alla vendita delle compagnie di assicurazione è definito "ispettore", chi sottoscrive la polizza è "il contraente" ( il termine contrarre evoca il contagio ) e così via. Come possono emozionare se il mondo in cui operano, il loro mondo, usando solo termini negativi per esprimere un momento importante della vita di colui che sceglie l'assicurazione come elemento di prevenzione?

La sottoscrizione di una polizza di assicurazione è un atto per la protezione dei beni più cari: vita, persona, famiglia, casa, futuro economico. Ed allora perché non si comincia con il cambiare la terminologia assicurativa rendendola più "emozionante"? So che possa essere ritenuta follia pura, ma a titolo provocatorio perché non chiamare "amico" il contraente, "investimento per il futuro" il premio, "assistente personale" l'ispettore e così via. Solo pensando in maniera diversa ed agendo in maniera diversa il mestiere del consulente assicurativo potrà diventare qualcosa di emozionante ed emozionale.