Gli assicuratori basano la loro prestazione professionale relativa alle assicurazioni sul concetto di prevenzione. Concetto di cui facciamo un uso parzialmente soggettivo.:

La prevenzione in senso stretto è mettere la porta blindata, l'impianto d'allarme e le inferriate per proteggerci e quindi prevenire, il rischio di furto, fare le analisi per prevenire l'insorgere della malattia, mettersi il casco o la cintura di sicurezza in caso di guida di motoveicoli, biciclette o autovetture.

La prevenzione che invece è delegata alla polizza assicurativa non è tanto quella di evitare che avvenga il sinistro, bensì quella di prevenire un danno economico quale conseguenza diretta di un evento fortuito e non prevedibile.

Alla luce di quanto sopra è quindi necessario che quando un assicuratore affronta un cliente per cercare di soddisfare i suoi bisogni assicurativi si focalizzi la sua attenzione sul concetto di prevenzione e su quello di prevenzione assicurativa. Questo ha il vantaggio di ridurre la sinistrosità , attraverso l'adozione di elementi protettivi e di conseguenza di ridurre anche il premio assicurativo.

Questo è il "dovere assicurativo" che chi propone soluzioni (polizze) per il cliente deve avere ben chiaro in mente. Solo così l'assicuratore assolverà al suo ruolo sociale, garantirà un servizio efficiente e lavorerà sui reali bisogni del cliente attraverso una sana soddisfazione preventiva.

Questo è il sistema per spostare la logica di vendita, che poco piace ad agenti e broker, verso la logica consulenziale che rappresenta la vera essenza di questo lavoro. Venditori no, consulenti preparati sì.