Fra qualche giorno verrà introdotta in materia lavorativa una nuova assicurazione che andrà a sostituire l'indennità per la disoccupazione volontaria e rimpiazzerà progressivamente anche la mobilità. Stiamo parlando dell'Aspi, l'Assicurazione Sociale per l'Impiego. Ecco nel dettaglio di cosa si tratta.

A partire dall'1 gennaio 2013 l'Aspi erogherà un trattamento di sostegno al reddito in relazione agli eventi di disoccupazione che si sono manifestati nel 2012. I beneficiari di questo nuovo trattamento sono tutti quei lavoratori che hanno maturato almeno 24 mesi di anzianità assicurativa e un anno di contribuzione nell'ultimo biennio. Sono invece esclusi i collaboratori con contratti a progetto, gli operai agricoli, i religiosi, i dipendenti a tempo indeterminato delle PA e i giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti.

L'Aspi verrà erogata mensilmente per 12 mesi ai lavoratori con età inferiore a 55 anni e per 18 mesi a coloro i quali superano il cinquantacinquesimo anno di età. Le regole per l'applicazione di questa assicurazione sono molto rigide e l'Aspi viene calcolata sulla retribuzione media mensile degli ultimi due anni di lavoro svolto.

Per chi non presenta i requisiti generali è prevista l'applicazione anche di una Mini-Aspi, assicurazione con importo ridotto e volta a coloro i quali hanno maturato 13 settimane di contribuzione su 12 mesi di possibile lavoro. Sull'impresa l'Aspi graverà con tre tipologie diverse di contributo: un contributo ordinario dell'1,61% fra imponibile e contributi imposti dalla legge, il 3,01% dato dalla somma del contributo ordinario e di questo contributo addizionale e un contributo per interruzione di lavoro per causa diversa dalle dimissioni.

Il tempo stringe e al primo di gennaio mancano soltanto pochi giorni: per richiedere l'Aspi, però, c'è tempo dall'1 gennaio al primo di aprile. In questi quattro mesi tutti coloro i quali rispondono ai requisiti stabiliti dalla legge e dall'INPS potranno richiedere questa nuova assicurazione sociale esclusivamente per via telematica. Sono esenti dall'Aspi tutti i lavoratori che si licenziano tramite dimissioni e, inoltre, questa innovazione non va a sostituire la cassa integrazione ordinaria e straordinaria e non potrà superare il massimale prefissato dalla stessa cassa.