Tanto tuonò che piovve e siccome gli errori in corsia ospedaliera sono stati talmente frequenti, da essere paragonabili a quelli di una alluvione , le ASL sono state costrette a farsi due conti ed hanno scoperto che non era poi così più tanto conveniente assicurarsi.

E' stato inviata la disdetta ai contratti in essere con le svariate compagnie assicurative e ci si è indirizzati verso il fai da te. Sostanzialmente la procedura di rimborso diretto per i danni cagionati ai pazienti da interventi mal riusciti o da gestioni di malasanità, allo stato dei fatti, costa molto meno che stipulare una polizza.

Questo dato ha comportato per le regioni Veneto, Emilia e Romagna e Toscana la sospensione del pagamento dei premi e la creazione di un fondo nel quale vengono accantonate le somme e dal quale viene prelevato il denaro necessario per i rimborsi dovuti.

Il raffronto che ha permesso di intuire quanto poco convenisse rimanere assicurati è stato quello che ha chiarito come a monte di premi valutati in circa 70 milioni di euro l'anno da versare alle compagnie assicurative le stesse provvedevano a risarcire - sempre nel corso di un anno solare - rimborsi tra i 25e i 30 milioni di euro.

Dunque un esborso duplice per un rischio calcolabile che ha indotto ad un colossale risparmio per le casse della sanità regionale. La Toscana è stata la prima a liberarsi dal giogo delle polizze risparmiando ben 28 dei 45 milioni di euro destinati alle coperture assicurative datasi che i rimborsi diretti dovuti agli sfortunati pazienti lesi nei loro diritti di malati sono stati di soli 17 milioni.

L'altra considerazione invece si desume dai dati stessi comunicati dall'A.N.I.A. (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) la quale ha reso noto che solo il 10% dei sinistri era stato liquidato dalle compagnie nello stesso anno in cui si era verificato l'evento. Dunque nel restante 90 % dei casi il paziente (o i suoi eredi nel malaugurato evento di decesso) sono stati costretti dai soliti marchingegni che garantiscono alle Assicurazioni di poter controllare la massa liquida dei premi ottenuti, ad estenuanti e crudeli attese o a proposte indecenti per forfait convenienti solo all'impresa assicuratrice. Come dire: veloci e voraci nell'incasso, lenti e sparagnini nei rimborsi.

La trovata delle tre regioni che hanno dato vita al "fai da te" avrà probabilmente altre ripercussioni nel territorio italiano dove si spera che altre Asl possano convergere a questa soluzione che una volta tanto ha il vantaggio di snellire sia la spesa pubblica che le attese dei contribuenti.