A decorrere dal 1 gennaio 2013 entrerà in vigore la nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego (ASPI), introdotta dalla Riforma Fornero, che andrà a sostituire l'attuale indennità di disoccupazione. Resterà invece in vigore fino al 2017 l'indennità di mobilità.

ASPI: tutte le caratteristiche

Il nuovo strumento di ammortizzazione sociale, afferma l'INPS, determinerà un "ampliamento della platea dei soggetti tutelati": tutti i dipendenti del settore privato, compresi gli apprendisti. Rispetto alla indennità di disoccupazione l'ASPI, afferma sempre l'INPS, si caratterizzerà per una maggiore misura e durata delle erogazioni: l'ASPI, difatti, sarà erogata per un periodo di 12 mesi (contro gli 8 dell'attuale indennità di disoccupazione) per chi ha un'età inferiore ai 55 anni, mentre per gli over 55 il periodo di erogazione aumenta a 18 mesi (contro i 12 di cui beneficiano attualmente gli over 50 con l'indennità).

In ordine alla misura delle erogazioni l'ASPI equivarrà al 75% della retribuzione (contro il 60% dell'attuale indennità), con un tetto massimo di 1.119,32 euro. Dal 2017 l'ASPI andrà a sostituire anche l'indennità di mobilità, attualmente erogata solo ai dipendenti di aziende industriali con almeno 15 dipendenti o commerciali con almeno 50 dipendenti.

A chi si applica l'ASPI

La nuova assicurazione, giova ricordarlo, non è prevista in caso dimissioni del lavoratore ed è riservata esclusivamente a coloro che hanno perso il posto di lavoro in maniera involontaria, in pratica per effetto di licenziamento. Fermo restando il requisito dello stato di disoccupazione, l'ASPI si applica ai lavoratori dipendenti, agli apprendisti, ai soci lavoratori di cooperativa, agli artisti e ai lavoratori a termine della PA che abbiano maturato almeno 2 anni di anzianità assicurativa e 1 anno di contribuzione nell'ultimo biennio.

Sono esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle PA, i giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti (che godono di altra forma di indennità), i religiosi e gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, ai quali si continua ad applicare l'indennità di disoccupazione agricola. I collaboratori a progetto sono esclusi dall'ambito di applicazione dell'ASPI e potranno beneficiare esclusivamente di una indennità una tantum, in presenza dei requisiti richiesti.

La Mini-ASPI

Oltre all'ASPI con requisiti normali, così come avveniva per l'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, la riforma del lavoro ha previsto anche una Mini-ASPI, ossia una prestazione previdenziale erogata nei confronti dei lavoratori che non possono far valere i requisiti previsti per l'ASPI. La Mini-ASPI, a partire dal 1 gennaio 2013, assicurerà una indennità per i lavoratori che possono far valere almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi. Anche per questa forma di sostegno deve permanere la condizione di uno stato di disoccupazione. La misura dell'indennità Mini-ASPI è di pari importo rispetto all'ASPI. Viene corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà di quelle contribuite nell'ultimo anno, meno i periodi di indennità fruiti.