Sul futuro del comparto auto pesa oggi l'incognita delle novità normative introdotte dal governo italiano attraverso due Decreti Legge, che mirano a favorire la mobilità del mercato assicurativo e ridurre i costi delle polizze Rc auto.

A questo proposito nei giorni scorsi si è tenuta la tavola rotonda dal titolo "Decreto liberalizzazioni: gli impatti sul mercato assicurativo, scenari e strategie", presso il MIB School of Management di Trieste. Al meeting hanno partecipato alcuni dei principali esponenti del mondo delle istituzioni e dell'industria assicurativa, tra cui: Elena Bellizzi (ISVAP - Responsabile Servizio Tutela del Consumatore); Giampaolo Crenca (Studio Attuariale Crenca & Associati); Fabio Sattler (Allianz - Direttore Sinistri); Enrico San Pietro (Unipol - Vice Direttore Danni); Alessandro Santoliquido (Sara Assicurazioni - Direttore Generale); Manlio Lostuzzi (Generali - Vice Direttore Assicurazioni Generali).

Da quanto emerso, tutte le figure professionali coinvolte non sembrano prefigurare uno stravolgimento in positivo del mercato in generale, soprattutto se si calcola che ogni nuovo provvedimento aumenta i costi del sistema.

Dati alla mano, il principale problema del mercato Rc auto è la percentuale di sinistri con lesioni fisiche. Infatti, il 22,7% degli incidenti stradali comporta anche danni alla persona. In alcune province d'Italia poi, un sinistro su due presenta un danneggiato con lesioni, il cui costo ha pesato per il 66% del totale (2011). Inoltre, il risarcimento dei 500.000 sinistri di lievissima entità, con invalidità permanente dell'1% o del 2% (per i quali negli altri paesi non si riconosce quasi mai il danno), è costato oltre 2,1 milioni di euro. A tal proposito l'intervento all'art. 32 del Codice delle Assicurazioni, che dispone che la risarcibilità delle lesioni lievi sia condizionata ad accertamenti clinici e medico-legali obiettivi e strumentalmente assistiti, è una modifica che secondo gli assicuratori va nella giusta direzione.

Altro argomento del meeting ha riguardato la Scatola Nera, ovvero, l'imposizione alle imprese di offrire l'Rc auto con scatola nera, i cui costi dovranno essere a carico della compagnia assicurativa. Ad oggi, le principali compagnie offrono già soluzioni di questo tipo, tuttavia, imporre tali costi alle imprese significa gravare soprattutto sulle piccole assicurazioni, che dovrebbero rivalersi di tali oneri sui consumatori finali, diventando poco competitive dal lato dell'economicità.

Punti di discussione che hanno incontrato il favore di tutti sono stati l'abolizione delle polizze Rc auto pluriennali e il tacito rinnovo, così come l'unità di prevenzione per la lotta contro le frodi conferita di competenza all'Ivass. Mentre hanno creato dissenso la norma che stabilisce la definizione di uno standard minimo di polizza e l'obbligo per le compagnie di creare aree di consultazione su internet. Anche se sarebbe l'introduzione della libera collaborazione fra intermediari assicurativi che, secondo le assicurazioni, rischierebbe di far saltare tutto. Tali intermediari - iscritti al Registro Unico - sarebbero: agenti, broker, banche, istituti finanziari, SIM e poste italiane, che d'ora in poi potrebbero collaborare con altri operatori iscritti a qualsiasi sezione del RUI. Secondo le compagnie, questa novità rischia di scardinare l'organizzazione delle reti distributive, portando all'estremo i livelli di concorrenza poiché ogni agente potrebbe sottoscrivere un contratto di un competitor, vanificando gli sforzi compiuti negli anni dalle stesse assicurazioni (probabilmente a tutto vantaggio del consumatore finale).

Parlando di concorrenza, sembra che il settore Rc auto non ne sia carente. Le politiche di distribuzione e di prezzo sono fortemente differenziate e riflettono la diversa qualità del servizio offerto.

"Auspichiamo una maggiore collaborazione fra le figure istituzionali governative, le autorità di controllo, gli operatori di mercato al fine di evitare l'introduzione, in un comparto delicato come l'Rc Auto, di norme disomogenee dalle finalità condivisibili ma di problematica applicazione ". E' questo in estrema sintesi il messaggio principale che esce dalla tavola rotonda di Trieste.