Il decreto legge numero 179 emanato il 18 ottobre 2012 e comparso nel Supplemento Ordinario della Gazzetta Ufficiale numero 245 del 19 ottobre 2012 ha portato i termini di prescrizione delle polizze dormienti a dieci anni dopo che una legge del 2008 aveva introdotto il termine di due anni e l'obbligo per le compagnie di assicurazioni di devolvere le prestazioni non riscosse al Fondo pubblico istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Il decreto recita: " Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizza vita, il secondo comma dell'articolo 2952 del codice civile è così sostituito: gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in dieci anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda".

Chi è titolare di una polizza vita che giunge a scadenza e chi si ritrova beneficiario di una polizza stipulata da un'altra persona che viene a mancare, matura il diritto a ricevere dalla compagnia assicurativa il capitale maturato, calcolato secondo diversi criteri in base al prodotto sottoscritto. Nell'attuale quadro normativo tale diritto va esercitato entro dieci anni, pena la sua decadenza e la conseguente perdita del capitale.

La legge del 2008 aveva danneggiato migliaia di risparmiatori, tanto che lo stesso Governo, in un recente comunicato ha ammesso che il termine di due anni si è rivelato del tutto insufficiente al fine di garantire la possibilità di riscatto della polizza, soprattutto in caso di morte dell'intestatario.

Se i beneficiari di un'assicurazione sulla vita non si attivano per tempo nel richiedere la liquidazione della polizza alla compagnia, i capitali sono devoluti al fondo pubblico senza nemmeno che gli stessi beneficiari ne siano informati. Basti pensare allo scompiglio che crea la perdita di una persona cara, al tempo necessario per definire tutte le pratiche e recuperare i documenti necessari.

Nessuno di noi pensa volentieri all'evento "caso morte", ma sarebbe opportuno informare i familiari o i beneficiari, se diversi, dell'esistenza della polizza, onde evitare che i risparmi di una vita seguano una strada diversa da quella voluta.

D'altra parte, gli eredi possono rivolgersi all'Ania (l'associazione delle compagnie assicurative), la quale, tramite il servizio "ricerca coperture assicurative vita" e la collaborazione delle imprese associate può essere d'aiuto nel raccogliere informazioni sull'esistenza o meno di coperture assicurative stipulate dalla persona scomparsa.

Una volta venuti a conoscenza della polizza è bene informarsi sui documenti richiesti dalla compagnia per dar luogo alla liquidazione del capitale maturato ed evitare ulteriori lungaggini. Il nuovo termine di dieci anni, comunque, dovrebbe bastare anche per chi si viene a trovare in queste situazioni. Nel frattempo si attendono le istruzioni su come richiedere il rimborso delle polizze cadute in prescrizione per effetto della precedente norma.