Alzi la mano chi - specialmente in questi ultimi mesi - nel pianificare la tanto agognata "settimana di ferie", proprio nel momento in cui quei famosi remi stavano per essere tirati in barca, non ha dovuto fare i conti con degli "imprevisti" improvvisi, ora rispondenti al nome di "maxi-ritardo", ora a quello di "cancellazione del volo" (chiedere ai clienti Wind Jet, please), ora persino a quello - attualmente più "in voga" - di "fallimento della compagnia aerea".

È facile immaginare, fuor d'ironia, lo stato d'animo di chi a questi imprevisti non era preparato e, spesso, si è visto costretto a ripianificare o, peggio, annullare la vacanza programmata da tempo, senza alcuna speranza di recuperare i (tanti) soldi spesi. Ma nessun timore, perché, con una soluzione tutta made in Europe ed un buon legale, avrete la possibilità di recuperare interamente il vostro denaro, oltre ad ottenere un giusto risarcimento per aver visto "sfumare" i vostri sogni di gloria vacanzieri, anche senza aver sottoscritto un'assicurazione viaggio.

Ed infatti, la Corte di Giustizia UE, con la sentenza n. C-83/10 del 13 ottobre 2011, ha recentemente ripercorso ed interpretato la normativa europea attualmente vigente, strutturando un quadro completo delle tutele (risarcitorie ed indennitarie) spettanti ai cittadini dell'Unione. Ma andiamo con ordine.

Gli articoli 8 e 9 del Regolamento (CE) del Consiglio 9 ottobre 1997, n. 2027 (sulla responsabilità del vettore aereo con riferimento al trasporto aereo dei passeggeri e dei loro bagagli), prevedono che in caso di ritardo prolungato, negato imbarco o cancellazione del volo, la compagnia aerea è obbligata ad osservare alcuni obblighi minimi, garantendo, innanzitutto, al passeggero la scelta tra:

  • rimborso del biglietto + volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale;
  • l'imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale, non appena possibile;
  • l'imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale, ad una data successiva a gradimento del passeggero.

Inoltre, il cliente, nell'attesa di imbarcarsi in un nuovo volo a scelta tra i precedenti, ha diritto di usufruire, a titolo gratuito:

  • di pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell'attesa;
  • di una sistemazione in albergo, qualora sia necessaria;
  • del trasporto tra l'aeroporto e il luogo di destinazione (albergo o altro).

Questi, dunque, sono i diritti spettanti - "nell'immediato" - al passeggero che non abbia potuto usufruire del volo prenotato per cause imputabili esclusivamente alla compagnia aerea. Ma non finisce qui! Ed infatti, l'art. 12 del suddetto Regolamento prevede che, oltre ai suddetti mezzi di tutela immediata, il passeggero ha altresì diritto a quello che viene definito come "risarcimento supplementare", ossia quel risarcimento per i danni morali patiti a causa della perdita del volo e, con ogni probabilità, dell'intera vacanza.

Questa, dunque, è la tutela risarcitoria garantita dal Regolamento europeo, alla quale, peraltro, va aggiunta quella assicurata dalla c.d. "Convenzione di Montreal", che, ai suoi artt. 19 e 22, stabilisce il diritto dei passeggeri alla percezione di una somma, a titolo di risarcimento, per il caso di inadempimento, da parte del vettore, degli obblighi nascenti dal contratto di trasporto. Ed allora, che dire? Non tutto è perduto o, perlomeno, per gran parte può essere ritrovato. Per il resto, buon ritorno dalle vacanze!