Firmata da 12 mila cittadini e da molti comuni italiani la petizione per l'introduzione di una polizza per chi va a lavoro in bicicletta. La proposta arriva dalla Fiab (la Federazione Italiana Amici della Bicicletta), che insieme a Ecf, la Federazione europea dei ciclisti, e il movimento "Salvaiciclisti", ha chiesto al Governo e al Parlamento, la tutela dei lavoratori che si recano in ufficio in bicicletta. In realtà già cinque anni fa la Fiab aveva avanzato, senza successo, una richiesta analoga al Governo.

In Italia, infatti, è prevista una tutela assicurativa per chi subisce un infortunio sul posto di lavoro o durante il tragitto casa-lavoro, il cosiddetto infortunio in itinere. Ma la legge riconosce l'infortunio soltanto al lavoratore che fa il tragitto a piedi o con i mezzi pubblici, escludendo di norma l'uso del mezzo privato. Fanno eccezione, però, i casi in cui l'utilizzo del mezzo privato non è una scelta, ma una necessità, legata all'assenza di un servizio di trasporto pubblico, all'incompatibilità degli orari, o ancora, come precisato dall'ordinanza 7970 della Corte di Cassazione, ad un'emergenza, come ad esempio uno sciopero, che impedisce di ricorrere ai mezzi pubblici.

Viceversa i lavoratori che ricorrono al mezzo privato solo per comodità non hanno diritto all'indennità per infortunio in itinere. Molti lavoratori ciclisti vittime di incidenti si sono visti così negare dall'Inail il riconoscimento dell'infortunio, solo perché avevano scelto di spostarsi con un mezzo privato. In questi casi l'incidente è stato liquidato come semplice malattia, senza il riconoscimento di eventuali invalidità e senza le principali tutele degli infortuni sul lavoro.

Per ora la petizione è stata firmata da 12 mila italiani e da molti comuni, da Torino a Venezia, da Rimini a Pordenone. La Fiab ha invitato tutti i cittadini a richiedere ai loro comuni di condividere la proposta. A tale scopo è stato realizzato un sito di riferimento (www.bici-initinere.info), dove è possibile reperire tutta la documentazione necessaria. Tra i materiali disponibili vi sono anche la campagna pubblicitaria dell'iniziativa, un video rivolto ai sindaci, e le testimonianze di chi ha subito incidenti in bici non riconosciuti dall'Inail.

Non solo, in seguito ad una corrispondenza fra l'Inail e la Fiab stessa, è emersa un'importante novità per i ciclisti: chi subisce infortuni in bicicletta, nonostante la possibilità di utilizzo del mezzo pubblico, viene comunque indennizzato se l'incidente è avvenuto su pista ciclabile o in una zona interdetta al traffico.