L'obbligo di stipula dell'assicurazione professionisti, introdotto nei mesi scorsi e attivo dall'anno prossimo, continua ad agitare il settore. L'ultimo aggiornamento riguarda la libertà delle compagnie assicurative rispetto agli Ordini professionali in materia di sottoscrizione dei contratti.

I rappresentanti dei liberi professionisti avevano criticato questo punto, sostenendo che sarebbe stato più pratico, e meno oneroso per i soggetti coinvolti, stipulare contratti di categoria direttamente con gli Ordini. La questione era rimasta in sospeso, come del resto l'intero provvedimento.

Ottenuta la proroga di un anno dell'entrata in vigore (slittata così ad agosto 2013), gli Ordini non l'hanno spuntata però nella lotta con le compagnie assicurative. La stipula della polizza resta per ora in carico al singolo professionista, ferma restando la possibilità di utilizzare questo anno per stabilire delle convenzioni di categoria.

Tali accordi non costituiranno comunque un obbligo normativo. Il legislatore ha ritenuto infatti opportuno non limitare i "principi di libertà di iniziativa economica" sanciti dalla Costituzione. Gli Ordini si oppongono, rivendicando la loro prerogativa di poter agire in nome degli iscritti. Il Governo ritiene che la tutela degli assicurati sarà garantita dall'Authority per la Concorrenza.

I prossimi mesi serviranno a capire secondo quali modalità la domanda si concilierà con l'offerta, considerando che la prima ha un carattere obbligatorio e la seconda è invece libera. Resta ancora aperto il nodo della differenza tra le diverse categorie professionali e condizioni di lavoro, ignorata dal provvedimento ma tenuta in grande considerazione dalle compagnie.