Il sisma che ha colpito l'Emilia Romagna ha rinnovato l'interesse e l'attenzione nei confronti dell'assicurazione sulla casa contro le calamità naturali. La questione è stata portata in primo piano dalla nuova proposta di legge, firmata da Paolo Clemente, responsabile laboratorio rischi sismici dell'Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), che prevede l'introduzione di una polizza obbligatoria sulle abitazioni.

Stando, infatti, all'indagine condotta da Enea sul territorio nazionale, il 70% degli edifici non è in regola con la normativa antisismica e, perciò, a rischio di crollo. Inoltre le ultime scosse hanno dimostrato che anche le costruzioni più recenti non erano idonee, poiché le norme sono state applicate male o non hanno recepito le ultime evoluzioni tecnologiche. Questo il quadro allarmante che Paolo Clemente ha delineato nel corso di un'audizione alla Camera, conclusasi con la proposta di estendere all'intero Paese un'assicurazione obbligatoria sulla casa. Chiaramente chi ha una polizza sulla casa (ma senza l'opzione per le calamità naturali) dovrà includervi anche questa garanzia.

Innanzitutto è necessario capire se la nostra abitazione sia o meno a prova di movimenti tellurici. E' necessario, dunque, esaminare il progetto di costruzione dell'edificio e avviarne la verifica attraverso una serie di prove, come i prelievi in calcestruzzo. Ma reperire il progetto non è sempre un'operazione facile, soprattutto se la casa è stata costruita 40-50 anni fa. In quest'ultimo caso la verifica richiederebbe indagini più approfondite sul sito e anche costi più elevati, fino a un massimo di 100 mila euro.

La soluzione migliore, dunque, è prevenire, assicurando la propria casa dal rischio di calamità naturali. Per mettere al sicuro la propria abitazione bastano, infatti, 100-200 euro al massimo. A chi ha già un'assicurazione sulla casa (ma senza l'opzione per le calamità naturali) basterebbe estendere anche a questa categoria le proprie garanzie. Chiaramente il costo dell'assicurazione sarebbe proporzionale alla pericolosità sismica della zona in cui è ubicato l'edificio, ma pagherebbero ovviamente di più i proprietari degli edifici che oggi non sono a norma. "In questo modo - spiega Paolo Clemente - si potrebbero ricavare circa 4-5 miliardi l'anno che consentirebbero di aiutare le popolazioni terremotate e salvare le case oggi a rischio".