"Atti temerari". Così la Legge sull'assicurazione contro gli infortuni definisce gli sport estremi. Per questo chi li pratica rischia spesso una riduzione delle prestazioni della polizza. Ad essere ritenuti pericolosi non sono soltanto la box, il motocross o il bungee jumping, ma anche l'alpinismo o il parapendio. Per cui chi si accinge a praticare questi sport, dovrebbe preoccuparsi di stipulare una copertura infortuni aggiuntiva.

Di norma, infatti, l'assicurazione sanitaria non copre i sinistri che si verificano durante l'esercizio di sport pericolosi. E'necessario, dunque, scegliere una polizza assicurativa in grado di coprire qualunque tipologia di infortunio si verifichi durante la pratica sportiva. E' possibile stipulare un'assicurazione infortuni analoga a quella che tutela i lavoratori indipendenti sul posto di lavoro, ma anche per incidenti non professionali. Questo tipo di polizza è indispensabile per gli amanti degli sport estremi, in quanto non paga soltanto i costi delle cure, ma copre anche le conseguenze finanziarie dell'incidente.

Oltre ai propri danni è necessario pensare anche a quelli che si possono provocare agli altri in caso di incidente. A tale scopo esiste l'assicurazione responsabilità civile privata, che risponde per i danni causati a terzi. Senza questa protezione assicurativa, chi provoca un incidente può trovarsi ad affrontare spese elevatissive per risarcire i costi di operazioni, riabilitazioni o di una possibile perdita di salario della vittima.

Questi tipi di polizze sono utili anche per chi non pratica costantemente sport estremi, ma decide di regalarsi una vacanza all'insegna dell'adrenalina. L'assicurazione viaggio spesso non basta, poiché risarciscono le consuete spese mediche, ma escludono quelle che seguono ad incidenti per sport estremi. Il consiglio, dunque, è sempre quello di prestare attenzione alle eventuali franchigie ed esclusioni indicate nel contratto ed eventualmente stipulare una polizza in grado di proteggerci da questo tipo di infortuni.