Lo Stato non pagherà più i danni alle abitazioni causati da fenomeni di calamità naturale come terremoto o alluvione. I cittadini, dunque, per ricostruire la propria casa, dovranno "per forza" ricorrere alla stipulazione di un'assicurazione casa, che preveda la copertura delle spese per i danni prodotti da catastrofe naturale.

Questo è quanto accadrà secondo le norme previste dal decreto di riforma della protezione civile pubblicato sulla "Gazzetta" del 16 maggio. Proprio in questi giorni, in cui il Paese è ancora sconvolto dal terremoto avvenuto in Emilia Romagna, le decisioni prese nel decreto, che pure prevede una fase transitoria a fini sperimentali, suonano come una beffa per tutti i cittadini italiani e in particolare per quelli che vivono nelle zone a maggior rischio sismico.

Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, ha affermato che si tratta non solo di una scelta "non illogica", ma nei fatti anche "pericolosa" e soprattutto "discriminante". La questione dell'assicurazione per gli immobili in caso di calamità naturali è un problema che lo Stato deve risolvere da molti anni, ma "scaricarlo" interamente sulle tasche dei cittadini non appare giusto. L'assicurazione di base "volontaria" come prevista dal decreto, infatti, pone dei forti problemi di disparità anzitutto tra i cittadini che vivono in zone non a rischio rispetto a quelli che, invece, si trovano in aree sismiche o a rischio idrogeologico. Inoltre, bisogna anche considerare le condizioni dell'edificio e valutare se questo rispetta i criteri sismici: nel caso in cui non abbia delle buone caratteristiche se questi due fronti, gli abitanti saranno costretti a pagare dei premi astronomici, sempre che le compagnie, in questi casi accettino di stipulare delle polizze.

La probabile conseguenza è che, alla luce di queste problematiche e del fatto che molti potrebbero non voler stipulare l'assicurazione, si arriverà, molto probabilmente, alla polizza obbligatoria per tutti, che dovrebbe corrispondere a una cifra media di circa 100 euro ad abitazione. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi in cui palazzo Chigi, con i ministeri dell'Economia e dello Sviluppo Economico, una volta consultata la Conferenza Stato-Regioni e l'Isvap, dovrà emanare un regolamento su questi argomenti (entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta).