Per risolvere le criticità del sistema assicurativo medico Francesco Paparella, presidente dell'associazione, in occasione del convegno annuale che si è tenuto a Roma giovedì scorso ("Sanità pubblica e assicurazioni: la proposta dei Broker per la tutela del cittadino"), ha lanciato una proposta "per la tutela del cittadino" su sanità pubblica e assicurazioni. La proposta, presentata da Paparella, consiste nella creazione di un Fondo di solidarietà nazionale, gestito dalla Consap (la finanziaria pubblica che gestisce tutti i fondi assicurativi), che intervenga per i sinistri fino 50 o 100 mila euro. Il Fondo dovrebbe agire per coprire tutti i danni, fino a una soglia da stabilire, causati dagli errori dei medici e del personale sanitario: in questo modo le compagnie assicurative interverrebbero solo per i danni più rilevanti.

Ogni anno nel nostro Paese si contano 34 mila denunce contro i medici. Il costo dei risarcimenti legati alle assicurazioni sanitarie per i casi di malasanità è compreso tra 850 milioni e 1400 milioni di euro. L'enorme crescita delle cause legali ha portato quindi un incremento spropositato dei risarcimenti, che vengono a costare mediamente 25-40mila euro ciascuno, causando un aumento insostenibile dei premi assicurativi che devono sostenere aziende e strutture ospedaliere. Dall'altro lato il mercato delle assicurazioni sanitarie in Italia è praticamente assente: le compagnie abbandonano il settore, giudicandolo poco redditizio.

Questo è il quadro della situazione delle polizze sanitarie che l'Aiba (Associazione italiana broker di assicurazioni e riassicurazioni) ha fotografato. Secondo uno studio condotto dall'Aiba con l'Università La Sapienza di Roma su un campione di 126 strutture ospedaliere su tutto il territorio nazionale, il fabbisogno assicurativo delle strutture sanitarie italiane supera i 1,6 miliardi di euro. La spesa media annua che dovrebbero sostenere le aziende sanitarie del Sud per un'adeguata copertura assicurativa è di 1,7 milioni di euro, mentre al Nord il valore medio sale a 2,7 milioni di euro. Si tratta di spese molto onerose, per questo motivo tra le regioni si sta diffondendo la formula dell'auto-assicurazione rispetto ai casi di malasanità. In questo modo, però, le aziende si assumono nel lungo periodo un rischio più alto, perché dovranno pagare direttamente i risarcimenti quando, nei prossimi anni, arriveranno le sentenze definitive di condanna. Il rischio è che nel lungo periodo i cittadini non riescano ad avere un risarcimento opportuno nel momento giusto.

Entro il prossimo giugno, la ricerca Aiba sarà messa a disposizione delle Istituzioni per un Tavolo tecnico dove si spera che i soggetti coinvolti (Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell'Economia, Consap, Isvap, Ania, Anra e Aiba) sappiano individuare meccanismi virtuosi che riportino gli assicuratori a offrire le garanzie necessarie alle strutture sanitarie.