Il dibatto sul fronte delle assicurazioni non pare destinato a spegnersi. L'attenzione è ora rivolta verso un fronte piuttosto delicato: l'assicurazione di responsabilità civile per i professionisti. L'intricata e complessa vicenda dell'obbligo dell'assicurazione per professionisti è iniziata circa sei mesi fa con il decreto di Ferragosto (convertito nella legge148 del 14 settembre) che prescrive la riforma degli ordini da attuarsi entro la metà di agosto 2012.

L'articolo 3, in particolare, affermava l'obbligatorietà della polizza per i professionisti: "A tutela del cliente il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale". Il decreto "Cresci Italia" entrato in vigore il 24 gennaio ha però creato qualche problema. Nell'articolo 9 si chiede al professionista di indicare al cliente "i dati della polizza assicurativa per i danni provocati dall'esercizio dell'attività professionale". Ora si attende di avere delle precisazioni maggiori con la conversione in legge che dovrebbe avvenire entro 60 giorni.

I dubbi sull'obbligatorietà dell'assicurazione per i professionisti rimangono. L'incertezza riguarda non solo le categorie interessate dalla legge, ma anche la data in cui l'obbligo deve decorrere: era il 24 gennaio scorso o sarà il prossimo agosto? In molti hanno preso per buona la data di agosto, ma le incertezze rimangono. A creare maggiore scompiglio, poi, c'è il principio interpretativo. Nella situazione attuale, per determinare l'obbligatorietà della sottoscrizione dell'assicurazione, non basta l'iscrizione ad un albo ( comunque conditio sine qua non), ma serve, piuttosto, che il professionista svolga, in regime di autonomia, una prestazione pattuita col cliente. In questo senso i giornalisti stanno cercando di tenersi fuori dall'obbligo, mentre notai, medici, commercialisti, avvocati, architetti e dentisti dovrebbero essere inclusi.

Se l'obbligatorietà dell'assicurazione dovrebbe in qualche modo "avvantaggiare" i medici, perché potrebbe portare ad un abbassamento dei premi assicurativi, tuttavia bisogna tenere conto che l'obbligo è solo per i professionisti e non per le compagnie, per cui queste potrebbero rifiutarsi di sottoscrivere polizze ai medici perché considerate poco vantaggiose. A questo proposito,Roberto Marzano, direttore "danni non auto e vita" dell'Ania, ha espresso la sua opinione negativa sull'obbligatorietà dell'assicurazione per i medici. Marzano ha infatti dichiarato che questa misura "avrebbe l'ovvio effetto di restringere l'offerta con conseguente diminuzione della concorrenza e spinta al rialzo dei prezzi".