La parità fra i sessi è uno dei diritti che viene difeso dall'Unione europea, ma nel settore delle assicurazioni pare che il rispetto di questo diritto possa avere degli esiti paradossali. Secondo un'indagine condotta dal centro di ricerca «Oxera» di Oxford e Bruxelles e presentata dalla Federazione degli assicuratori europei, l'applicazione di una recente disposizione della Corte di giustizia Ue potrebbe infatti portare il gentil sesso a pagare le polizze vita il 30% in più e le assicurazioni auto l'11% in più.

Dal 2004 una direttiva europea sanciva la parità fra i due sessi nella fornitura e nell'accesso ai beni e servizi, con una deroga per i servizi assicurativi. Per questo motivo le donne hanno pagato sempre un po' meno rispetto agli uomini i loro premi assicurativi. Dal marzo del 2011, però la Corte di giustizia Ue ha ordinato la fine di questa deroga e ha deciso che anche per i premi assicurativi non si dovranno più avere disparità tra uomini e donne. Il risultato di questa presa di posizione "antidiscriminatoria" della Corte di giustizia potrebbe però avere un "effetto boomerang" per i consumatori e soprattutto per le consumatrici.

Le assicurazioni "femminili", infatti, rischiano di aumentare adeguandosi ai costi delle assicurazioni "maschili". Dal 21 dicembre 2012, data ultima per adeguarsi a queste disposizioni, le cittadine dell'unione europea, in nome delle nuove norme unisex sulle assicurazioni, si potrebbero quindi trovare a pagare delle assicurazioni più alte rispetto a quelle pagate fino ad ora.